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martedì 15 maggio 2012

Welfare, giro di vite per i redditi più alti (repubblica.it)



di ROBERTO PETRINI

ROMA - Il governo è pronto a rivoluzionare il Welfare assistenziale italiano. La bozza del provvedimento è stata esaminata ieri in una riunione tra esponenti del ministero dell'Economia, del Welfare e dei sindacati, Cgil-Cisl-Uil. La riforma, che va a toccare uno dei punti più delicati del sistema di assistenza del nostro Paese, verrà attuata sulla base di una delega contenuta nel decreto Salva-Italia. La delega spiega che le finalità sono quelle di "razionalizzare" la spesa socio-assistenziale con lo scopo di ottenere risparmi da redistribuire alle fasce più deboli. In sostanza lo spirito è quello di ridurre le prestazioni a coloro che hanno maggiori redditi e patrimoni e aumentarle a coloro che si trovano in situazioni economicamente peggiori. Continua intanto il lavoro sullo spending review: oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento Giarda incontra i commissario straordinario Enrico Bondi.

La bozza di decreto ministeriale per la riforma del Welfare assistenziale opera su due fronti. Il primo è quello di rivedere le modalità di calcolo dell'Isee, cioè l'Indicatore della situazione economica, che esiste dal 1998 e viene richiesto attualmente per accedere ad una serie di prestazioni di Welfare: asili nido, assistenza domiciliare, diritto allo studio universitario, libri di testo gratuiti, assegni di maternità, assegni per i nuclei familiari con almeno tre figli. Con tutta probabilità il calcolo dell'Isee, che oggi comprende oltre all'imponibile Irpef  anche il patrimonio mobiliare e immobiliare, sarà rivisto pesando maggiormente alcuni componenti: conteranno di più le rendite finanziarie, la casa sarà calcolata in base alle nuove pesanti rivalutazioni delle rendite catastali dell'Imu, inoltre all'interno del computo del nuovo Isee confluiranno anche altre entrate del nucleo familiare come le pensioni sociali e gli assegni familiari.

La seconda operazione, forse la più delicata, sarà quella di sottoporre ad una soglia di reddito Isee prestazioni che oggi sono di carattere universale e totalmente indipendenti dal reddito come gli assegni di accompagnamento per gli invalidi. In questo caso sarebbe emersa anche una cifra: sotto i 15 mila euro di reddito Isee gli assegni di invalidità resteranno intatti, sopra ci saranno delle riduzioni proporzionali al reddito. Naturalmente la questione è aperta, la discussione con i sindacati è aperta e non si aspettano forzature. Tuttavia questa sembra l'intenzione del governo.
Anche le prestazioni tradizionali alle quali si accede con l'Isee, come l'assegno per i nuclei familiari con almeno tre minori, gli assegni di maternità per madri prive di copertura assicurativa, l'erogazione delle borse di studio, la tariffa sociale dell'energia elettrica, cambieranno regime. Secondo le indiscrezioni emerse ieri ciascuna prestazione dovrebbe essere sottoposta ad una nuova soglia Isee che permetterà ad alcuni di continuare ad accedere gratuitamente al servizio ed altri invece a pagare una sorta di ticket.

La riforma, sulla quale dovranno pronunciarsi sindacati e presumibilmente anche le forze politiche, sembrerebbe in sintonia con la linea annunciata dal ministro per la Salute, Renato Balduzzi, che sta studiando la revisione dell'intero sistema dei ticket sanitari (medicinali, specialistica, pronto soccorso) ricorrendo ad un sistema di franchigie e conti individuali. L'obiettivo è comunque lo stesso, cioè di far pagare di più le prestazioni in relazione al reddito.

(15 maggio 2012 - fonte: repubblica.it)



Atene val bene una Messa!


Certo che l'Europa che le banche si stanno costruendo su misura è proprio uno strano paese ... Non manchiamo di ricordare che la cultura greca è alla base della nostra civiltà occidentale eppure, come niente, la disprezziamo e la distruggiamo nei fatti con la illogicità dei mercati finanziari.
Il 10 maggio, ad Atene, è stata accesa la fiamma olimpica, da millenni simbolo di pace, per essere condotta lungo il continente europeo sino a Londra, sede dei Giochi 2012. Ebbene, tutti emozionati per il grande evento sportivo nessuno che si sia posto veramente la questione di un'Europa in crisi che oggi 14.05.2012 è arrivata a discutere il modo di disfarsi della Grecia, culla della civiltà europea! Povera Ellade, terra di Omero e dei grandi filosofi del Pensiero, da essere la Madre del continente ti sei trovata circondata da figli degeneri!





martedì 8 maggio 2012

Io NON HO BISOGNO della vivisezione!

Oggi segnalo questo articolo molto interessante, da Affaritaliani.it, condiviso sul web a piene mani e segnalatomi stamane. A dimostrazione che una grande parte della comunità scientifica non condivide l'utilizzo della vivisezione come pratica per la sperimentazione dei nuovi farmaci  o di nuove tecniche chirurgiche.
Tuttavia, il nostro Paese continua a non legiferare su questo importante argomento lasciando, di fatto, la situazione italiana in un'anomalia da far west e abbandonando, senza speranza, molti animali a un terribile destino ...
Pubblico quindi ampi stralci dell'intervista rilasciata dal Dott. Stefano Cagno, che potrete leggere per intero sul sito del quotidiano online.


Dopo l'irruzione di un gruppo di attivisti nell'allevamento Green Hill di Montichiari, in provincia di Brescia, per liberare i cani beagle destinati alla sperimentazione, le proteste contro la vivisezione non accennano a placarsi. Il dottor Stefano Cagno - dirigente Medico in disciplina Psichiatrica, membro del comitato Scientifico Equivita e dei Medici Internazionali - che da anni si batte per l’abolizione dei test sugli animali nella ricerca sceglie Affaritaliani.it per spiegare perché la scienza non ha bisogno della vivisezione.
Milioni di animali ogni anno vengono torturati e uccisi per la vivisezione. E' un massacro evitabile?
"Almeno 115 milioni di animali sono uccisi ogni anno nei laboratori di ricerca, circa 900.000 in Italia. Nel 2012 è auspicabile che questo massacro sia vietato al più presto, al fine di evitare che milioni di esseri umani nel mondo debbano assumere farmaci sicuri negli animali, ma che poi si dimostrano per loro tossici. Negli USA il 51% dei farmaci presenta gravi reazioni avverse dopo la commercializzazione che non si erano verificate nei test sugli animali e per questo circa 100.000 cittadini statunitensi muoiono ogni anno. [...]"
La scienza ha bisogno della vivisezione?
"No, ma questo lo sanno gli stessi vivisettori. Non esiste una sola pubblicazione scientifica al mondo che dimostri che i cosiddetti modelli animali poggiano su criteri scientifici, almeno quelli del 2012 e non quelli del 1800. Anzi esistono lavori che hanno dimostrato il contrario e pubblicati, ad esempio, su prestigiose riviste come il British Medical Journal o Nature. [...]"
Nel panorama europeo siamo il Paese più arretrato?
"No, ma la recente Direttiva Europea approvata nel 2010, e alla quale l'Italia si deve adeguare entro la fine anno, rischia di farci fare qualche piccolo passo avanti formale, ma alcuni passi indietro sostanziali. Ad esempio la Direttiva prevede che si possano utilizzare gli animali randagi. In Italia ciò è già vietato da anni, ma se il Governo non chiederà una deroga torneremo anche noi indietro".
Quali soluzioni vede?
"Non esiste altra soluzione se non l'abolizione della vivisezione [...]".
Quale settore incide maggiormente?
"Sicuramente quello dei test obbligatori per legge per la commercializzazione dei farmaci e in generale delle nuove sostanze con le quali gli esseri umani potranno venire a contatto. Sul totale sono almeno il 70%, quindi in Italia quasi 600.000 animali ogni anno. Non dimentichiamoci, però, che sono testati sugli animali anche i cosmetici, i prodotti per l'igiene della casa e della persona, i pesticidi e persino le armi chimiche. Con buona pace del vuoto slogan che la vivisezione serve per salvare vite umane".
Perché la chiusura di laboratori come Green Hill è importante?
"Sarebbe un importante segnale per tutta la Comunità Europea. L'Italia potrebbe essere la prima nazione che non permette che si allevino cani, gatti e scimmie per la vivisezione. Sarebbe una riforma di civiltà di cui gli italiani potranno andare orgogliosi. L'Italia per l'ennesima volta nella storia dell'umanità diventerebbe un esempio per gli altri e, se così sarà, la storia ci ricorderà".
di Virginia Perini

Perchè i diritti di tutti noi passano anche dagli animali e dal mondo intero che ci circonda ... 




lunedì 30 aprile 2012

A Bari siamo alla Commedia dell'Assurdo ...

Leggo, pubblico, condivido e commento questo articolo di oggi apparso su repubblica.it di Bari:

Senza stipendio da quindici mesi
impiegato sul parapetto dell'Enaip

Da giorni i 220 colleghi sono in presidio permanente. L'uomo protesta sul davanzale di una finestra al primo piano della sede di via De Bellis


(Bari, 30.04.2012)

Allora, vediamo se ho capito bene ... abbiamo un ente di interesse pubblico (l'Enaip), riconosciuto a tutti gli effetti come tale grazie ad una determina della Regione Puglia. Questo ente, che si occupava di formazione professionale grazie a soldi pubblici (soprattutto comunitari) stanziati dalla precedente amministrazione, oggi, terminati i fondi ed i progetti di utilizzo, non ha più ragion d'essere. Solo una volta chiuso questo Ente ormai inutile si potrà procedere con la riassegnazione dei 220 lavoratori, ma non può essere liquidato perchè deve ancora incassare soldi dalla Provincia che però non paga perchè l'Enaip non è in regola con i contributi che a sua volta non ha i soldi necessari per pagarli!!!!
Se non ci fosse di mezzo il dramma di 220 famiglie ci sarebbe da scompisciarsi per questa nuova commedia dell'assurdo ...



lunedì 23 aprile 2012

Refusi ministeriali sull'esenzione del ticket sanitario

Devono essere proprio "tempi cupi" ... se si arriva a fare cose del genere. Arrivare a dichiarare che "sparirà l'esenzione dei ticket sanitari in favore dei disoccupati" vuol dire proprio sferrare un duro colpo di grazia alle famiglie più indigenti del Paese: le classi sociali più deboli ed esposte ai rigori della crisi.
All'atto pratico una rovina anche e soprattutto per quelle famiglie che al proprio interno vivono condizioni terribili di disagio per la presenza di anziani non autosufficienti e bisognosi di cure o peggio, di un portatore di handicap. Una cosa del genere potrebbe voler dire niente più assistenza, niente più farmaci, niente più terapie ... Poi la rassicurazione e smentita: "non è vero niente, scusate, si tratta di un refuso."
Eppure l'impostazione ormai sembra chiara: cominciamo intanto a smantellare i diritti dei più indifesi e poi vediamo di nascosto l'effetto che fa, parafrasando il grande Jannacci. Non ci convince, cara Ministra Fornero, il tentativo di far passare questa sciagurata "svista" come una distratta ribattitura del testo visto che ormai è fin troppo chiaro che si vuole "battere cassa" sempre contro i soliti, posizionando così una larga fetta del Paese sotto i limiti della povertà.
Intanto, il cosiddetto "refuso" è ancora lì, pericolosamente insediato tra le pieghe (e le piaghe) della notoria Riforma del Lavoro e, ci viene detto dalla Ministra con malcelata sicumera, "verrà senz'altro modificato con un emendamento da presentare, a cura del Governo, durante l'iter parlamentare del progetto di Riforma ..."
Sarà, ma se non vedo ... non credo.


Fonti: ilsussidiario.net, repubblica.it, ilfattoquotidiano.it.